Coco la stilista che creò il mito della famosa Maison di moda fu anche l’ideatrice delle “Scarpe Chanel”.

Coco indossava Chanel Daniele Tucci

 

La signora Gabriel Bonheur Chanel, in arte Coco Chanel, è  una delle più grandi stiliste di moda che la storia ricordi ed è uno dei personaggi che ha rivoluzionato il concetto stesso di moda e femminilità nel XX secolo.

Gabrielle Bonheure Chanel nacque il 19 agosto 1883 in un ospizio  di poveri a Saumur, da Henri-Albert Chanel e Jeanne De Volle. La bambina venne concepita al di fuori del vincolo matrimoniale, così come la sorella Julie, nata un anno prima. Albert e Jeanne si sposarono solo il 17 novembre 1884.

Il padre di Gabrielle Chanel era un venditore ambulante.  In seguito alla nascita dell’ultimogenito, Jeanne, probabilmente spossata dalle gravidanze, si ammalò e morì in seguito a una febbre accompagnata da un attacco di asma. In seguito alla morte della moglie, Albert prese con sé i figli per abbandonarli presso la residenza della propria madre, a Vichy. La donna non poté occuparsi personalmente dei bambini e Lucien e Alphonse vennero quindi mandati a lavorare presso un’azienda agricola.

Le tre sorelline Chanel, invece, furono affidate alle suore della congregazione del Sacro Cuore, presso l’orfanotrofio di Aubazine.  Nelle collezioni di Chanel si può percepire l’influenza della vita monacale. Come fa notare Karen Karbo, le suore hanno ispirato in Mademoiselle l’«amore per il bianco ed il nero» e l’«austerità».  La sofferenza e l’abitudine al sacrificio furono importanti ingredienti per il successo di Gabrielle.

Superato il limite di età per restare all’orfanotrofio, Julie e Gabrielle vennero mandate presso una scuola di apprendimento delle arti domestiche di Notre Dame. Coco compì diciotto anni nel 1901 e iniziò a lavorare come commessa a Moulin, presso il negozio di biancheria e maglieria Maison Grampayre. Lì mise a punto le nozioni di cucito apprese dalle suore di Notre Dame e approfondite con zia Louise.

Negli stessi anni in cui lavorava presso la bottega Maison Grampayre, intraprese una breve carriera come cantante presso un caffè-concerto. Sembra che il soprannome Coco derivi dalla canzone Qui qu’a vu Coco?, in cui Gabrielle si esibiva, anche se, come vuole la mitologia Chanel, esistono più versioni della storia, a noi romantici piace pensare che il battesimo stilistico di Gabrielle in Coco, sia avvenuto proprio per via di una  canzone, perchè nel mito ci sia anche poesia.

La prima svolta nella vita di Gabrielle Chanel è l’incontro con il suo primo amante, Etienne De Balsan 1904. Balsan fu anche il primo finanziatore della stilista. Figlio di imprenditori tessili, e ufficiale di cavalleria. La loro storia d’amore durò sei anni.

Nel 1909 Chanel apre la sua prima boutique in Francia al pian terreno degli appartamenti Balsan di Parigi.  E’ proprio qui che inizia uno dei più grandi imperi aziendali della moda del mondo. L’edificio Balsan era un luogo in cui si ritrovava l’élite parigina, e per la stilista fu un’ ottima opportunità di vendere i cappelli di sua creazione. In un’epoca in cui vigevano cappelli sontuosi  ricoperti di piume e impossibili da indossare senza l’elaborata struttura di sostegno, chiamata Pompadur  i cappellini di paglia di Chanel, ornati da semplici fiori in raso o singole piume, scioccarono.

una delle più grandi stiliste di moda

Nel 1910 conobbe Arthur Boy Capel riconobbe subito in lei il genio stilistico e la convinse a trasferire la sua attività al 31 di rue Combon a Parigi. Boy era un industriale di Newcastle, impegnato nell’esportazione del carbone. A differenza di Balsan, Capel incoraggiò e finanziò il lavoro di Chanel. I due andarono a vivere insieme a Parigi, dove Capel le anticipò i soldi per permetterle di aprire la sua nuova boutique. Coco e Boy non si sposarono mai

Nel 1912, quando il negozio era già ormai avviato da due anni, Chanel iniziò a vendere oltre ai suoi capellini anche capi di vestiario « Non era una sarta, ma una creatrice di moda: ”Per prima cosa io non disegno” ripeteva: ”non ho mai disegnato un vestito. Adopero la mia matita solo per tingermi gli occhi e scrivere lettere. Scolpisco il modello, più che disegnarlo. Prendo la stoffa e taglio. Poi la appiccico con gli spilli su un manichino e, se va, qualcuno la cuce. Se non va la scucio e poi la ritaglio. Se non va ancora la butto via e ricomincio da capo… In tutta sincerità non so nemmeno cucire.

Un triste giorno Boy mise Chanel davanti ad una decisione:” l’amore della sua vita o il lavoro”, mettendola al corrente che avrebbe sposato un’altra donna. Lei inconsapevolmente scelse il lavoro.

Nel 1913, Capel aprì per Chanel un nuovo negozio nella località balneare di Deauville. Il negozio sorgeva tra il Gran Casinò e l’albergo più lussuoso del posto, l’Hotel Normandie. A Deauville, ispirata dai marinai al lavoro, Chanel reinterpretò il loro abbigliamento, realizzando dei maglioni col medesimo scollo. Tutto lo stile di Chanel si rifaceva alla vita comune delle persone che la circondavano, per dare all’abbigliamento quella praticità che la Belle èpoque aveva sostituito con bustini, corsetti e impalcature per cappelli. Ma era in arrivo la  grande guerra: “Finiva un mondo, un altro stava per nascere. Io stavo là; si presentò un’opportunità, la presi. Avevo l’età di quel secolo nuovo che si rivolse dunque a me per l’espressione del suo guardaroba. Occorreva semplicità, comodità, nitidezza: gli offrii tutto questo, a sua insaputa.”

la storia nel mito

Allo stesso tempo, l’ex ragazza orfana diventata Coco Chanel lavorava alla rivoluzione della moda femminile: non più corsetti e crinoline ma via libera ai pantaloni e ai tailleur. Queste scelte stilistiche fecero affiorare inevitabilmente le contraddizioni della personalità di Coco. Tanto rivoluzionaria, per l’epoca, era il significato della sua moda che in realtà, era lo strumento di una rivoluzione borghese e conservatrice dell’effettiva condizione femminile: la donna, da soggetto/oggetto decorativo vestita con il corsetto al fianco del maschio al comando, passava ora vestita con abiti di jersey marcati Chanel. Per quegli abiti del 1926, Coco fu accusata di voler vestire le Grandes Dames, francesi e non, come delle segretarie
Al termine della prima guerra mondiale, durante la quale la moda Chanel aveva imposto la sua presenza sul mercato, nasce il prototipo della garçonne, che Chanel interpretò insieme a Patou.

Coco Chanel, attraverso la moda, rappresentò il nuovo modello femminile che stava sviluppandosi nel 900: una donna dinamica,che lavorava e che non poteva più essere schiava dell’abbigliamento costrittivo della Belle Époque.

« Fino a quel momento avevamo vestito donne inutili, oziose, donne a cui le cameriere dovevano infilare le maniche; invece, avevo ormai una clientela di donne attive; una donna attiva ha bisogno di sentirsi a suo agio nel proprio vestito. Bisogna potersi rimboccare le maniche. »
Chanel diede a quella nuova donna il vestito giusto. Lo stesso famoso vestitino nero sembra proprio ispirato alla divisa delle commesse. La stilista sosteneva che «la vera eleganza non può prescindere dalla piena possibilità del libero movimento».
Per l’utilizzo di materiali umili e per l’ispirazione che traeva dalle figure legate alla vita lavorativa, Chanel venne rinominata la regina del genere pauvre, una “povertà di lusso” molto moderna e snob. Paul Poiret chiamava lo stile di Coco misérbailisme de luxe. La stilista liberò le donne da corsetti e impalcature per cappelli, donando loro abiti comodi, semplici nelle linee per intraprendere una vita quotidiana dinamica.

A partire dal 1913 fino ad arrivare al 1930, Chanel portò la lunghezza delle gonne sotto il ginocchio e abbassò il punto vita, promosse l’utilizzo del jersey e dello stile alla marinara, e per finire introdusse l’utilizzo dei pantaloni femminili. Chanel crea la nuova donna del XX secolo, una donna che afferma la propria femminilità paradossalmente attraverso la rivisitazione di abiti maschili. Prendendo i vestiti maschili e dando loro una piega femminile, Coco diede anche un significante contributo al movimento femminile.

Non si volle mai descrivere come femminista, ma la sua rivoluzione nel disegno dell’abito femminile coincise con l’esplosione del movimento femminista.
nel 1921 nasce N°5, il primo profumo Chanel.

Negli anni’30, la maison Chanel contava 20 000 dipendenti, 34 profumerie e confezionava 28 000 modelli all’anno.
Durante la seconda guerra mondiale, Chanel chiuse la sua attività, per riaprirla nel 1954.

Nel 1957, Coco Chanel venne invitata a Dallas per ricevere il Neiman-Marcus Award, l’Oscar della moda.
Nonostante la consacrazione ufficiale Coco ha sempre negato la sua importanza.
Lei era, disse :“Solo una semplice sarta”».

Scarpa Chanel Daniele Tucci

Negli anni sessanta debuttò il sandalo bicolore, disegnato da Chanel e realizzato dal calzolaio francese André Massaro. Questa tipologia di scarpa infatti, nella sua semplicitá ricorda tuttora l’eleganza di una decolleté, aperta peró dietro. Si presenta chiusa in punta con un listello posteriore unito tutto un corpo con la tomaia che lascia invece il tallone femminile scoperto, donando al piede un’ interessante sensualitá. Semplice ma particolare, pratica, sensuale ed elegante, proprio come gli abiti, i cappelli e tutta la filosofia della donna Chanel.
Coco Chanel morì il 10 gennaio 1971 in una camera dell’Hôtel Ritz all’età di 87 anni.

Con orgoglio e stima noi della Dea Group italian manufacturer, rendiamo omaggio con questo scritto ad una grande maestra quale é stata Coco Chanel. Ispirandoci con la nostra linea Daniele Tucci alla sua filosofia, creiamo scarpe donna, pratiche, sensuali, eleganti, per una donna dinamica ed in carriera, che come madamoiselle Coco Chanel insegna, sa mostrare femminilitá e charme anche sulle linee garçonne.

Donne nel Mito – Coco Chanel

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